La bellezza come patrimonio: Philippe Daverio incanta Modena

La bellezza come patrimonio: Philippe Daverio incanta Modena

Teatro Pavarotti pieno per ascoltare le idee, le suggestioni e gli spunti proposti dallo storico dell’arte

Per un’ora e mezza il pubblico modenese si è lasciato affascinare dallo sguardo sulla contemporaneità offerto da Philippe Daverio nel corso della serata promossa dal Banco BPM per il ciclo “Incontri del Banco“.

Ieri sera al Teatro Pavarotti, infatti, l’Arte come patrimonio popolare, titolo dell’incontro, ha costituito poco più che uno spunto per Daverio.

Accolto dai saluti di Stefano Bolis, direttore territoriale del Banco S.Geminiano S.Prospero, e dal consigliere del Banco BPM, Claudio Rangoni Machiavelli, lo storico dell’arte ha immediatamente sviluppato il suo personale itinerario. Dall’economia alla politica, dall’arte alla società, Daverio ha guidato il pubblico in un percorso denso di punti di vista inediti, talora paradossali e vertiginosi, ma sempre coinvolgenti e – soprattutto – fondati su una non convenzionale comprensione dei fenomeni antropologici e culturali che costituiscono la nostra contemporaneità.

Idee, temi e argomenti diversi, tenuti insieme in un quadro complessivo di grande originalità, in cui il costante riferimento alla bellezza delle realizzazioni artistiche, monumentali, urbanistiche e architettoniche che ci circondano costituisce il nesso ideale e la via maestra per superare le crisi che investono il nostro modo di vivere.

Ognuno di noi, nella propria quotidianità – ha infatti ricordato Daverioha il dovere di ritrovare e promuovere il gusto del bello, specialmente nelle città italiane come Modena, in cui il recupero di questa consapevolezza è intorno e alla portata di tutti“. E questo senza attendere soluzioni dall’alto, politiche. “Del resto – come ha aggiunto – ogni governo appare sempre peggiore di quello precedente: una convinzione che è comune a tutti gli italiani da Carlo Magno in poi“!

In questo quadro, Daverio si è anche sbilanciato in una singolare, ma tutt’altro che infondata, proposta di recupero del mecenatismo: “Modena, insieme a tante altre città italiane, dovrebbe farsi promotrice di un’iniziativa provocatoria: adottare un miliardario” Infatti, ha proseguito: “Nei paesi più ricchi del mondo, nei paesi emergenti, esiste un bruciante desiderio di bellezza e di gusto italiani – sostiene Daverio – Lo vediamo nelle continue imitazioni dello stile italiano, dal design alla produzione alimentare, di cui si circondano e per cui pagano i nuovi ricchi in Russia, in Cina e nel Sud est asiatico: noi custodiamo gli originali e non dobbiamo far altro che promuoverli“.

Parlando più in dettaglio della città, Daverio si è tra l’altro soffermato con un certo scetticismo sui restauri di Piazza Roma, mentre ha evidenziato i tanti capolavori e luoghi degni di essere meglio valorizzati, primo fra tutti l’Accademia Militare.

Un vero e proprio tour de force, inframmezzato dagli applausi convinti del pubblico, quello del “Pavarotti”: un successo che ha coronato la quinta tappa emiliano-romagnola degli “Incontri del Banco” e che ha regalato a tanti modenesi accorsi ad ascoltare lo storico italo-alsaziano un momento di riflessione, scoperta e consapevolezza delle infinite risorse del nostro Paese.