Credito Bergamasco e Fondazione Credito Bergamasco presentano: “pasta in tavola” il libro strenna 2016

Credito Bergamasco e Fondazione Credito Bergamasco presentano: “pasta in tavola” il libro strenna 2016

I partecipanti hanno poi degustato assaggi di pasta e ascoltato musiche e letture tratte da opere di Andrea Camilleri.

È stato presentato a Bergamo, nella sede principale del Credito Bergamasco in Largo Porta Nuova 2, il volume strenna 2016 del Banco BPM dal titolo “pasta in tavola” .
Non si può parlare di cucina in Italia senza pensare di associarla alla “pasta”. Considerata nel mondo la più alta espressione della cucina italiana e di quella mediterranea, la pasta è anche la cultura del territorio. I formati, i tagli, la miscela di farine utilizzate rappresentano la sintesi del divenire della cultura.
Declinata in infinite possibilità di formato e condimento, è il gusto della tradizione che varia di zona in zona e addirittura di famiglia in famiglia. Una memoria storica che riconduce alle nonne e alle mamme, che nel giorno della domenica, facevano la pasta in casa: la più grande tradizione delle famiglie italiane.
Un racconto che si snoda tra tipicità, storie di vita e legami indissolubili con un territorio benevolo.

“Ai precedenti libri strenna del Banco BPM, che hanno trattato di pane, vino, formaggio, conserve, si aggiunge ora, quasi inevitabilmente, questo libro sulla “pasta” . – ha sottolineato Roberto Perico, Responsabile della Divisione Creberg del Banco BPM – In esso sono descritte le innumerevoli tipologie e forme che questo fondamentale alimento assume sulle tavole del nostro Paese, con una miriade impressionante di varianti regionali e locali, infinite ricette con cui vari tipi di pasta possono essere cotti e portati in tavola. Ne esce l’affresco di un Paese che sembra quasi voler evitare qualsiasi tipo di uniformità o conformità.”

“La pasta è storia, la pasta è economia, è società. La pasta è convivialità, incontro, vita; è gusto e sapienza, sogno e nostalgia. In una farfalla, in un singolo pacchero, in ogni spaghetto ci sono anni di tradizioni e ricerca, di innovazioni, di sofferenze e gioie. – ha spiegato Carlo Ottaviano, curatore del volume. – Ogni piatto di pasta è allo stesso tempo memoria di povertà e di ricchezza, di tempo di festa e di momenti di privazioni.”

L’evento è stato animato anche dallo Chef Enrico Cerea, tre stelle Michelin e titolare del ristorante “Da Vittorio”, e dagli studenti dell’istituto alberghiero iSchool di Bergamo, che hanno offerto degustazioni a tema. Molto apprezzato l’intrattenimento musicale e le letture, tratte da opere di Andrea Camilleri organizzato dalla Fondazione Creberg in collaborazione con “Antiche Contrade”.

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Carlo Ottaviano – da quarant’anni è giornalista professionista. Ha svolto la sua attività in Sicilia, dove è nato, a Roma per vent’anni e a Milano, dove vive. Cronista di nera negli anni Settanta, giornalista economico– sindacale negli anni Ottanta, televisivo alla fine del Millennio, negli ultimi 15 anni si è occupato di enogastronomia. Ha diretto i mensili “Vie del Gusto” e il “Gambero Rosso”. Attualmente scrive per la sezione Macro de “Il Messaggero”, per le pagine siciliane de “La Repubblica” e per “Freccia Gourmet”. Dirige a Montecatini Terme il festival annuale Food&Book, dedicato alla letteratura enogastronomica. Tra le sue recenti pubblicazioni, Olio nostrum assieme a Manfredi Barbera, sulla storia dell’olivicoltura nel Mediterraneo.

Silvia Vaulà – titolare dello Studio Fotografico Plastikwombat, approda alla fotografia dopo dieci anni di ricerca scientifica, diplomatasi alla scuola EFTI di Madrid e successivamente formandosi con fotografi quali Zoe Strauss, Richard Kalvar, Guido Harari e Mauricio Alejo. Perseguendo una fotografia con un taglio d’autore, si dedica sia all’attività di fotografa professionista, sia alla ricerca artistica, spaziando dal ritratto alla food-photography. Ha recentemente partecipato con le sua opere a The Others Art Fair e Play With Food ed esposto al Circulo de Bellas Artes di Madrid il progetto sul riciclo degli imballaggi alimentari premiato al concorso internazionale di fotografia “Upcycling”.